Fast Edit sceglie Valiani Omnia e l’inkjet B2+ di Komori per crescere in nuovi mercati

Fast Edit è un’azienda di Acquaviva Picena, nata nel 1993. In costante evoluzione nel tempo, negli ultimi mesi ha deciso di costruire un flusso produttivo interamente digitale, che le consentisse di gestire le lavorazioni di stampa e fustellatura dalla progettazione alla consegna.
Dopo aver acquistato l’inkjet B2+ Impremia IS29 di Komori, Fast Edit ha preso parte all’Open House di settembre dell’azienda, dove Valiani partecipava come partner tecnologico per il finishing di Komori. Qui Fast Edit ha conosciuto e scelto immediatamente Omnia, il sistema digitale dotato di sistema di carico e scarico automatico di fogli e pannelli.
Grazie alla scelta di impiegare in maniera combinata Komori Impremia IS29 e Valiani Omnia su un turno esteso di 12 ore, Fast Edit ha già ampliato la propria offerta, e iniziato a servire nuovi clienti.

Di seguito riportiamo l’articolo integrale uscito sul numero 08/2020 di Italia Publishers, in cui Massimo Cavalieri, Responsabile Settore Digitale di Fast Edit, spiega tutti i dettagli sulla scelta e sull’utilizzo delle macchine Valiani e Komori.

Published in Italia Publishers n. 08/2020

Fast Edit sceglie Valiani Omnia e l’inkjet B2+ di Komori per crescere in nuovi mercati

Forte di tecnologie di stampa offset e digitale, lo stampatore italiano scommette su stampa inkjet e taglio digitale automatizzato per sfondare nella cartotecnica

Contrariamente alla maggior parte delle tipografie, per Fast Edit la produzione just-in-time non è mai stata una forzatura. L’azienda nasce nel 1993 ad Acquaviva Picena, sulla costa adriatica delle Marche, dove Enio Gabrielli gestisce una copisteria insieme a due soci. Senza alcuna esperienza nel campo, i tre imprenditori acquistano la loro prima bicolore offset, una Aurelia in formato 70×100, e lanciano la loro sfida al mercato: portare la rapidità del servizio al banco nella produzione tipografica. All’inizio, prestampa e legatoria sono appaltate a fornitori esterni, ma Gabrielli e soci patiscono i lunghi tempi necessari per l’approvvigionamento di lastre e per le lavorazioni di finitura. Così, nel 2000, Fast Edit introduce il CtP, e l’anno successivo inaugura un reparto legatoria. I volumi non smettono di crescere.

Così, nel 1997, l’azienda acquista una Heidelberg Speedmaster 50×70 e, nel 2005, una Speedmaster 8 colori in formato 70×100. L’ultima arrivata, nel 2012, è una Speedmaster 5 colori con spalmatore bivalente, che consente di effettuare verniciature tradizionali e UV. Sempre nel 2012, Fast Edit introduce la stampa digitale, con Xero iGen4. Poi, nel 2015, amplia il reparto installando una Xerox Color 1000i, rimpiazzata con una Xerox Iridesse nel 2020. Il continuo aumento della capacità produttiva ha consentito all’azienda di raggiungere un fatturato di 2,3 milioni di euro (2019), con un team di 20 collaboratori. Nel 2019, Fast Edit apre una nuova sede, interamente dedicata alla stampa digitale, all’interno dell’ex cartiera Mondadori di Ascoli Piceno. Ed è qui che installa una macchina da stampa digitale B2+ Komori Impremia IS29 e un sistema di taglio digitale automatizzato Valiani Omnia, rispettivamente ad aprile e a settembre dello scorso anno.

Workflow automatizzati e scelte tecnologiche di valore

Fast Edit processa, esegue e consegna una media di 50 lavori ogni giorno, offrendo ai suoi clienti tempi di consegna che possono scendere a poche ore. Per assicurarsi la massima affidabilità e ridurre i tempi morti, l’azienda investe da sempre in tecnologie di ultima generazione. I file dei clienti vengono processati dal sistema di gestione del workflow Heidelberg Prinect, che effettua il preflight, gestisce il colore e prepara l’imposition.

In base a quantitativi, tempi di consegna e disponibilità delle attrezzature, i lavori vengono inviati alla prestampa offset, che prepara le lastre, o direttamente ai front-end delle macchine da stampa digitali. Il reparto di finitura dell’azienda ospita sistemi di piegatura, cordonatura e rifilo trilaterale Horizon, cucitrici a punto metallico Müller Martini, piegatrici Heidelberg, accoppiatrici GMP e tagliacarte Polar. 

Massimiliano Cavalieri

Responsabile del settore
digitale di Fast Edit.

«Quando scegliamo un macchinario non scendiamo a compromessi», afferma Massimiliano Cavalieri, responsabile del settore digitale di Fast Edit.

«Prediligiamo attrezzature solide, affidabili e durevoli, proposte da fornitori seri, ben assistite e con una base installata significativa».

Basse tirature, cartotecnica, e time-to-market: sfide e fattori differenzianti per Fast Edit

Nata e maturata a ridosso della rivoluzione che ha investito le arti grafiche negli anni Duemila, Fast Edit non ha mai dormito sugli allori. I successi e gli investimenti dell’azienda sono cresciuti di pari passo, trainati dal desiderio di offrire il miglior prodotto, i tempi di consegna più rapidi, e un servizio personalizzato. Tra i clienti di Fast Edit ci sono aziende manifatturiere, calzaturiere e alimentari, nonché operatori turistici e retailer. Al tradizionale core-business, fatto di stampa commerciale ed editoriale, già da qualche anno si sono affiancate commesse di cartelline, espositori da banco, astucci per prodotti cosmetici e alimenti biologici, rivestimenti per scatole, e numerose altre applicazioni cartotecniche. Lavorazioni ad alta marginalità, che hanno indotto la proprietà aziendale ad investire in nuove tecnologie di stampa, verniciatura, accoppiatura, nobilitazione e fustellatura.

La decisiva svolta digitale

Per assecondare la crescita delle commesse cartotecniche, Fast Edit ha efficientato al massimo la prestampa e gli avviamenti in offset, e si avvale di una fustellatrice pianocilindrica. Tuttavia, i lunghi tempi di realizzazione delle fustelle, e la

dipendenza da fornitori esterni, hanno generato inefficienze economiche e colli di bottiglia. Anche l’acquisto di un piccolo plotter, impiegato per il mezzo taglio di adesivi e piccole lavorazioni di taglio e cordonatura, si è rivelato inadatto. Così, Fast Edit ha deciso di costruire un flusso produttivo interamente digitale, che le consentisse di gestire le lavorazioni di stampa e fustellatura dalla progettazione alla consegna.

La scelta di Komori Impremia IS 29 e di Valiani Omnia

Anzitutto, lo staff dell’azienda ha analizzato le tecnologie digitali adatte sia alla stampa commerciale che alle lavorazioni cartotecniche, restringendo il campo alle poche piattaforme B2+ disponibili sul mercato. La scelta della tecnologia inkjet e la decisione di affidarsi a Komori sono arrivate dopo una convincente demo presso Komori Europe. «Per produrre packaging, servono qualità estrema, un gamut cromatico esteso, tinte piatte accurate e ripetibili, compatibilità con supporti, sia cartacei che plastici, anche molto spessi», spiega Cavalieri. «Abbiamo testato Impremia IS29 con i nostri materiali e i nostri file, e ha risposto a tutti questi requisiti, superando l’offset su numerosi fronti». Nei primi mesi di utilizzo, Fast

Edit ha dirottato sulla piattaforma Komori numerose lavorazioni abitualmente eseguite in offset, e acquisito nuove commesse su materiali critici, tra cui cartone da 600 micron e supporti plastici. L’efficienza acquisita nella stampa si è però scontrata con la rigidità

della finitura. Per questo, durante l’estate 2020, Fast Edit ha valutato l’acquisto di un sistema di taglio e cordonatura digitale, testando numerose soluzioni. A fine settembre, in occasione dell’open house inaugurale della nuova sede, l’azienda ha ospitato i suoi fornitori chiave, e le loro tecnologie. Tra loro c’è Komori, che ha coinvolto il suo partner tecnologico per il finishing, l’italiana Valiani. È in questo frangente che Fast Edit ha scoperto Omnia, il sistema di taglio digitale dotato di sistema di carico e scarico automatico di fogli e pannelli.

«Nei giorni precedenti l’evento, e durante l’open house, abbiamo utilizzato Omnia per le nostre lavorazioni, e ci ha colpiti per la solidità e la facilità d’uso», racconta Cavalieri.

«Più che una demo, è stato un collaudo sul campo. Così, senza averlo preventivato, abbiamo deciso di acquistarla». Tra le ragioni che hanno convinto Fast Edit, c’è il formato carta massimo di Omnia (600×800 mm), che la rende compatibile con i più comuni formati offset e digitali, incluso il 580×750 mm di Impremia IS29. Grazie all’alimentatore automatico e alla messa a registro con telecamera, inoltre, Omnia può fustellare centinaia di fogli, anche in resa multipla, senza supervisione dell’operatore.
Perché una stampa sia fustellabile, è sufficiente che il reparto di prestampa aggiunga gli appositi marchi di registro nel file.

«Una lavorazione complessa può richiedere ore, ma i tempi e i costi di setup sono azzerati. Inoltre, grazie ai servizi post-vendita di Valiani, abbiamo assistenza e consulenza costante su utensili, materiali e procedure», spiega Cavalieri. «Con Omnia possiamo fustellare

anche 700-800 fogli stampati in offset, consegnando i primi pezzi già a poche ore dall’ordine». Insieme a Omnia, Fast Edit ha adottato anche la suite software Valiani V Studio, che include m3 Art, una libreria di oltre 2.000 modelli parametrici di scatole ed espositori.

Nuovi clienti, prodotti e servizi, tutti in chiave digitale

Combinando Komori Impremia IS29 e Valiani Omnia, entrambe impiegate su un turno esteso di 12 ore, Fast Edit ha già ampliato la propria offerta, e iniziato a servire nuovi clienti. Tra i suoi prodotti di maggior successo, ci sono i cataloghi di alta qualità in basse tirature, commissionati anche da grandi tipografie non attrezzate con sistemi digitali. Sul fronte cartotecnico, la possibilità di produrre scatole in cartone microonda completamente personalizzate, sta scatenando una domanda consistente da parte di commercianti, cantine vinicole, aziende agricole e olearie.

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